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Non vi sto dicendo che siamo perfetti, perché non lo siamo affatto, che siamo santi, perché semmai aspiriamo a diventarlo, che non abbiamo problemi, perché ne abbiamo. Voglio lo stesso provare a condividere alcune delle cose che facciamo nella nostra famiglia, quella dei frati domenicani, perché penso che possa aiutare anche le vostre. Non è una lezioncina, né una predica: è come una chiacchierata sul pianerottolo, solo per il desiderio di condividere con voi  alcune cose che facciamo nei nostri conventi. Ovviamente non vi sto suggerendo di trasformare le vostre case in conventi, ma qualche spunto potrebbe essere utile, anche per coltivare e fare fruttare i semi piantati nell’anno della Misericordia.

1. Pregate insieme

Se possibile tutti i giorni anche solo una preghiera veloce prima dei pasti, quando si è tutti insieme a tavola. Noi prima del pranzo e della cena preghiamo per ringraziare il Signore di tutti i suoi doni. Dopo il pranzo e la cena preghiamo di nuovo per ricordare tutti quelli che per amore del Signore ci hanno fatto del bene. Come dice spesso Papa Francesco, è importante saper dire “grazie”, perché il bene che riceviamo non sia visto necessariamente come un atto dovuto, ma una spontanea e gratuita dimostrazione di affetto.

2. Andate a messa insieme

Se ci riusciste tutti i giorni sarebbe una cosa meravigliosa. Forse vicino casa vostra c’è una chiesa o la vostra parrocchia dove c’è una Messa la mattina presto. Costa un po’ di fatica, è vero, ma vedrete. Se proprio la cosa non è possibile, andate almeno il sabato pomeriggio o la domenica. Fate vedere, con l’esempio, ai vostri figli che è una cosa importante: per noi frati la Santa Eucaristia è il cuore della nostra vita spirituale. E questo ci aiuta moltissimo nell’orientare e ordinare le nostre azioni quotidiane. Credo proprio che sia una bellissima cosa, quando possibile, iniziare così la giornata.

3. Fate la ricreazione

State di più insieme: almeno una volta al giorno noi passiamo del tempo libero insieme per scambiare qualche parola, conoscerci meglio. Anche voi in casa potete farlo: non datevi per scontati, perché non lo siete. Interessatevi ai vostri cari, dimostrate rispetto per le loro opinioni, fatevi carico delle loro fragilità. Tutti ne abbiamo e non pensate solo a come i vostri familiari potrebbero o dovrebbero essere secondo voi. Non giudicateli (male) nel vostro cuore, ma accoglieteli e basta, senza ovviamente, negare loro, con delicatezza e carità delle osservazioni che possono aiutarli. Non parlate per ferire, ma solo per curare, anche se come spesso accade, sul momento la medicazione brucia un po’.

4. Accoglietevi con carità

Prendetevi di più cura gli uni degli altri. Anche questa è una delle basi della nostra vita comune: se volete fare un’attenzione, una visita, una telefonata, fatela. Non rimandate, se possibile, un gesto d’affetto. Non sempre si potrà fare domani quello che non si è fatto oggi. In modo particolare prendetevi cura degli anziani: loro possono ancora darvi molto del loro affetto e della loro esperienza di vita e voi potete dare molto anche a loro. Quello che potete fare, fatelo di cuore, anche se i rapporti non sono ottimi. È una forma di misericordia che va dritta al cuore di Dio.

5. Fate “capitolo”

Fate delle riunioni di famiglia. Nei nostri conventi si chiamano capitoli, servono per partecipare alla vita della comunità ed essere più consapevoli e responsabili. Sarà molto utile per i vostri figli capire quali siano le difficoltà della vita familiare, ma anche la gioia di non essere soli e affrontare i problemi insieme. Anche se siete solo in due e a volte vi sembra di parlarvi anche troppo, trovate il tempo. Così eviterete che piccole questioni rimaste senza una soluzione possano prendere una piega imprevedibile. E ancora, per usare le parola di Papa Francesco, è bello usare  due espressioni importanti: “Per favore” e “Scusa”, anche se a volte non semplice vivere in famiglie “allargate” come la nostra, sono le parole che rendono il nostro convento una vera casa, al pari di quella che abbiamo lasciato.

6. Il capitolo delle colpe…

Ammettete i vostri errori. Tutti ne facciamo, non c’è da aver paura: prendetelo come un frutto dell’anno della misericordia. Abbiate il coraggio di parlare delle cose che non vanno in casa, ma ognuno parli di sé e non degli altri. Ognuno si riconosca bisognoso di misericordia e allora potrà essere veramente misericordioso. Tutti noi siamo preziosi agli occhi di Dio, non dimentichiamolo mai.

Noi frati facciamo tutte queste cose e anche molte altre. Lo ripeto, la nostra non è una famiglia perfetta, abbiamo anche noi le nostre difficoltà, ma se stiamo insieme da 800 anni forse qualche “trucco” l’abbiamo imparato. Che ne dite, volete fare un tentativo?

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fr. Giovanni Ruotolo
Domenicano, genoano, torinese di nascita, giornalista. Dopo studi (poco amati) di giurisprudenza e oltre vent’anni di giornalismo, sono entrato nell'Ordine dei frati predicatori. Adesso sono professo semplice e studente di teologia. Nel tempo libero cerco di leggere e ascoltare qualcosa di buono, coltivo piante grasse e peperoncini. Il mio luogo del cuore è Genova, ma anche sul Corno d'oro...