23 C
Bologna
mercoledì, Giugno 29, 2022
Home Autori Articoli di fr. Tommaso Raimondo Magarelli

fr. Tommaso Raimondo Magarelli

4 Articoli 0 Commenti
Nato e cresciuto tra la campagna ubertosa di ulivi e il mare del “tacco dello Stivale”, allevato mediante storie, esempi e tanta musica d’altri tempi, dopo aver cercato le ragioni ultime dell’esistenza nelle realtà mutevoli a tutti gli ordini di grandezza sperimenta la misericordia di Dio nella Passione del Verbo Incarnato; sedotto dal sì del Cristo, emette la professione semplice il 12 settembre dell’Anno del Signore 2020 nell’Ordine dei Predicatori, sotto la protezione particolare di San Tommaso d’Aquino e san Raimondo da Penyafort.

Dell’Ingranaggio

1. Quando si pensa a un ingranaggio, l’immagine che viene subito alla mente è la ruota dentata, magari all’interno di un meccanismo sofisticato quale...

Benedetto XV e l’Ordine di san Domenico

Ci è parso giusto e onorevole, in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Domenico, riscoprire e porre all’attenzione del lettore lo stretto legame tra Giacomo Della Chiesa, poi Benedetto XV, e l’Ordine dei Predicatori, legame percepito saldo e inscindibile da entrambi gli attori e fondato proprio sulle spoglie mortali del Santo, custodite nella basilica a lui dedicata in Bologna.

Custodire santamente le cose sante

Cristo difende chi vive in Lui dal nemico spirituale contro il quale tutti, consacrati e non, sono in guerra; Cristo difende anche da un nemico forse più subdolo, perché interno: noi stessi, con la nostra paura, la pusillanimità, l’insieme di tutte le imperfezioni che ci affliggono e i peccati che abbiamo commesso. La difesa del Cristo, però, non è marziale, muscolare: Egli ci difende perché, come noi afferriamo Lui, Egli afferra noi tra le sue braccia.

Custodire santamente le cose sante

Evidentemente, il fondamento della nostra vita è Dio. È altresì chiaro, poi, che il mettere il fondamento della nostra vita religiosa in noi stessi equivale a distruggere non solo la nostra vocazione, ma anche la vita degli altri confratelli che hanno ricevuto la sventura (o la prova di santificazione) di vivere più o meno a lungo con noi.