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venerdì, Maggio 7, 2021
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fr. Giuseppe Filippini

fr. Giuseppe Filippini
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Quando il Signore mi venne a cercare, la mia mente vagava confusa nei caldi spazi dell’inedia, talmente carica di nulla da non poter portare altro con sé. Il mio corpo invece si preparava ad un indefinito inverno nella città di Ancona, gioiello del medio Adriatico (si fa per dire). Nella patria del pesce e del “mosciolo”, per un leggiadro scherzo della Provvidenza, sono nato quasi trentadue anni fa con una sentita inimicizia fra me e qualunque carne marina. La chiamata del Signore mi vide studente in storia ed appassionato consumatore di storie: racconti di tutti i tipi e narrati da aedi di tutte le arti. Ora che lo Spirito mi ha indirizzato nella famiglia di San Domenico ho posto questo mio nulla nelle mani della Vergine Maria e del caro Castigliano e chiedo loro quotidianamente di mostrarmi in ogni storia, vera o immaginaria, la traccia del Divino che lì soggiace. Ora che sto a Bologna studio come studiando rendere omaggio a Dio. Per contattare l'autore: fr.giuseppe@osservatoredomenicano.it

L’intollerabilità del male

È possibile che molte delle atrocità che tolleriamo si nutrano dell’asetticità con la quale entrano nella nostra quotidianità?

Il fantastico viaggio del Predicatore

L'opera che vorrei proporvi è “Andata e ritorno. San Domenico, la stella del vespro: il suo carisma e la sua eredità”, scritta da fra Davide Pedone OP, priore del Convento Patriarcale di san Domenico a Bologna.

Il secondo silenzio

Il santo Triduo è per noi un differente tipo di silenzio: non più quello penitenziale, che si fa ascolto di un sussurro troppo spesso ignorato, ma quello umile e contemplativo dello schiavo che, finalmente conscio della propria debolezza, attende il gratuito beneficio del padrone.

Mostro

Ad un tratto tuttavia l’uomo s’arrestò, gli occhi fissi su di una figura che, incredibilmente, ascoltava per la prima volta: aveva visto un mostro.

Solo per gli altri e solo dagli altri

Si trattava di uno snello volumetto dall’evocativo titolo La solitudine dell’anima1, scritto nel 2011 dal professor Eugenio Borgna, psichiatra e docente in Clinica delle malattie nervose e mentali all’Università di Milano.

Lieti anche nel dolore

Chiunque abbia familiarità con le Sacre Scritture, specialmente con l’Antico testamento, sa bene che nella concezione popolare ebraica, all’epoca di Gesù, si compiva un’indebita e diretta associazione fra male spirituale e male fisico, fra peccato e sofferenza corporale...

Sorriso

L’uomo forse non lo sapeva, ma ogni volta che la vedeva sorridere quel futuro, dai contorni così torbidi, s’illuminava.

L’economia del ragno

Nel 1986 lo scrittore americano Stephen King pubblicò una delle sue opere più famose, capace in qualche maniera d’imporsi come modello stilistico del prolifico artista. Sto parlando di "It", uno dei romanzi più corposi e complessi dell’autore, nonché oggetto di ben due adattamenti...

Il tiranno

Un giorno, il suo primo giorno, un bimbo quasi vero conobbe Dio. Non fu un incontro casuale, poiché il creato stesso fin dall’inizio gli si presentò carico di quella pace che solo Lui può donare...

Chi si converte lascia indietro una sola cosa

L’episodio della chiamata di Levi, reso famoso anche da pregevolissime rappresentazioni artistiche, costituisce, nel brano qui considerato, una vera e propria chiave di lettura dell’evento della conversione. Quando consideriamo questo fenomeno, tendiamo a scorgere solamente due punti del percorso: quello d’inizio e quello d’arrivo...