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In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
(Mt 11,25-27)

Il cristianesimo è la religione degli stolti? Per comprenderlo occorre essere degli sciocchi illetterati? Il Vangelo ci suggerisce un’importante distinzione. Esistono, infatti, due forme diverse per approcciarsi alla fede attraverso la ragione. Vi sono coloro che considerano la ragione la misura ultima di tutte le cose, scartando tutto ciò che non può essere preso, “compreso” dalla razionalità e facendo così di Dio un mero oggetto da verificare. Costoro forse saranno grandi per il mondo, ma piccoli dinanzi a Dio.

I piccoli di cui parla Gesù, invece, sono gli umili ovvero le persone davvero “intelligenti” cioè capaci di “leggere dentro” (come dice la parola stessa intus legĕre), di penetrare il mistero di salvezza. Tra questi ultimi vorrei proporvene uno, un nostro confratello: San Martino de Porres. Egli seppe “leggere dentro” il mistero cristiano, imparando a vivere con radicalità le sue esigenze più essenziali: in lui possiamo trovare un sapiente maestro nell’arte di coniugare l’amore per Dio e l’amore per i fratelli, attraverso un’intensa attività di assistenza dei poveri e dei malati.

Guardiamo a lui, ma non per cercare forzatamente di imitarlo. Anche il volontarismo (tutto dipende dal nostro sforzo) fa della ragione la misura ultima. Allora come essere piccoli? Il primo passo è chiedere, guardare a lui per domandare a lui la grazia di essere piccoli. Chiediamo la sua intercessione, affinché ci aiuti a divenire davvero “intelligenti” e a scoprire in questo modo che solo accettando di essere perduti, bisognosi di salvezza, potremo comprendere quanto siamo salvati ed amati, sperimentando in tal modo la misericordia di Dio.

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fr. Daniele Cassani
Cresciuto all’ombra della “Bela Madunina” di Milano dal 1985. Da sempre incorreggibile appassionato interista. Nel 2012 ho fatto il mio ingresso nell’Ordine Domenicano e nel 2016 ho emesso la professione solenne. Dopo il triennio filosofico ho iniziato gli studi teologici, coltivando l’interesse per la teologia spirituale.