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Per Ignazio di Loyola la desolazione è l’esperienza più normale dei principianti. Essa può assumere varie forme: oscurità dell’anima, turbamento, inclinazione alle cose terrene, tentazioni, agitazioni, sfiducia, tristezza, tiepidezza, pigrizia ecc. Denominatore comune è la perdita di pace. Tuttavia i momenti di desolazione possono verificarsi non solo ai primi stadi della vita di preghiera: vi sono tanti altri inizi nelle nostre vite (variazioni di apostolato, grandi cambiamenti, morte ecc.).

La desolazione non è mai segno della voce di Dio. Tuttavia essa viene comunemente e erroneamente considerata come segno del malcontento di Dio e della sua disapprovazione nei nostri confronti. Ignazio insegna che “in tempi di desolazione non si facciano mai mutamenti, ma si resti saldi e costanti nei propositi e nelle decisioni che si avevano il giorno precedente a tale desolazione o nella decisione che si aveva nella precedente consolazione” (E.S. 318). Ciò non significa che la decisione presa in precedenza non vada mai cambiata ma che non deve essere mutata nella desolazione poiché mentre nella consolazione ci guida e ci consiglia lo spirito buono (Sant’Ignazio identifica lo spirito buono con lo Spirito Santo che può avvalersi anche dei suoi angeli), nella desolazione guida quello cattivo ovvero qualunque forza naturale (ambiente, cultura, subconscio) o diabolica che si oppone a Dio, che non ci permette di imboccare nessuna strada giusta. Spesso dunque le persone di buona volontà prendono cattive decisioni perché interpretano male la desolazione, considerandola erroneamente segno della volontà divina su di loro. Cosa occorre fare dunque nella desolazione?

  1. Fai il contrario: fare il contrario di quanto suggerisce lo spirito cattivo. Es: facendo qualche penitenza, allungando la preghiera e la meditazione, protraendo l’esame di coscienza.
  2. Rinnova la tua fede: rinnovare la fede in Dio che appare lontano.
  3. Ricordarti della consolazione di Dio: ricordare che presto verrà la consolazione; che Dio permette la prova per fortificare l’anima e che la Grazia e l’aiuto di Dio sono sempre presenti anche se non sono avvertiti.

Le anime che hanno scelto Dio ed il suo servizio come opzione basilare della loro vita, dovranno prepararsi alla lotta infatti, pur avendo molti difetti persistenti e radicati, saranno turbate dal nemico attraverso lo scoraggiamento; verranno persuase di essere un fallimento e che la loro decisione sia stata un errore, che Dio sia dispiaciuto della loro vita. Ma è consolante ricordare che “il Padre opera sempre” (Gv 5, 17) e farà di tutto per incoraggiare, delicatamente e dolcemente le anime dei suoi figli.

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fr. Daniele Cassani
Cresciuto all’ombra della “Bela Madunina” di Milano dal 1985. Da sempre incorreggibile appassionato interista. Nel 2012 ho fatto il mio ingresso nell’Ordine Domenicano e nel 2016 ho emesso la professione solenne. Dopo il triennio filosofico ho iniziato gli studi teologici, coltivando l’interesse per la teologia spirituale. Il 7 settembre 2019 sono stato ordinato Sacerdote.

1 commento

  1. Grazie per questo articolo che apre uno spiraglio nella caligine dalla quale mi sento avvolta ormai da qualche tempo.
    Il Signore vi benedica