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Una spirale pericolosa

La spirale del silenzio” è un’opera chiave degli ultimi decenni che tratta della complessa tematica dell’opinione pubblica.

La teoria della spirale del silenzio parte dal presupposto che la società minacci di isolamento e di espulsione le persone che si discostano dalle opinioni socialmente condivise (le quali costituiscono il “consenso” della maggioranza della popolazione) e che i singoli individui abbiano inconsciamente paura di essere isolati dal resto della società. Questo timore li spinge ad accertarsi di quali comportamenti e modi di pensare vengano comunemente approvati e quali siano disapprovati per poter valutare se conviene loro esprimere pubblicamente le proprie convinzioni.

La valutazione del clima d’opinione influenza in maniera determinante i comportamenti delle persone e la loro disponibilità a parlare. Se il soggetto percepisce che le proprie idee sono condivise dalla maggioranza è disposto al dialogo; al contrario, se intuisce che le sue idee sono diverse da quelle degli individui che lo circondano, allora tende al silenzio, rinchiudendosi in se stesso.

Opinione pubblica: un fenomeno complesso

Questo libro è un compendio teorico di opinione pubblica. Scorrendo le pagine, è facile notare come l’autrice abbia elaborato la sua tesi della “spirale del silenzio” avvalendosi di studi letterari e storici e sperimentando i risultati ottenuti servendosi di indagini statistiche, volte ad accertare il clima di opinione della società tedesca del suo tempo riguardo a specifiche tematiche politiche e sociali.

Elisabeth Noelle-Neumann, nata a Berlino nel 1916, nel 1947 fondò l’Institut für Demoskopie Allensbach che diresse per molti anni affiancata, dal 1988, da Renate Köcher. La sua esperienza come studiosa di opinione pubblica si consolidò con l’insegnamento nelle università di Berlino, Mainz e Chicago e con il lavoro presso importanti organizzazioni internazionali, dove ricoprì incarichi di prestigio. Dal 1989 divenne coeditrice dell’ “International Journal of Public Opinion Quarterly”.

La spirale del silenzio” è indubbiamente un’opera di grande valore ed è per questo motivo che è stata tradotta in varie lingue ed è stata altresì costantemente aggiornata ed arricchita di nuove nozioni, derivanti dalle conclusioni cui era giunta l’autrice a seguito delle sue ricerche approfondite sull’opinione pubblica e sulla società umana.

L’opinione pubblica è un fenomeno vivo e dinamico che è sempre stato presente nella vita dell’uomo, a partire dall’antica Grecia fino alla moderna società tecnologica in cui i mass media svolgono l’importante ruolo di comunicatori di notizie in tempo reale. L’evolversi delle tecnologie e dei sistemi civili e sociali non fa altro che rafforzare la coesione tra gli individui, che diventano molto spesso una massa anonima. Come conseguenza di tutti questi processi, chi non riesce ad integrarsi nel gruppo si sente escluso e condannato al silenzio ed all’emarginazione.

Il fenomeno, descritto dettagliatamente in tutte le sue dinamiche da Elisabeth Noelle-Neumann, viene identificato con la figura simbolica e molto significativa di una “spirale”, un vortice che gira su se stesso velocemente ed in maniera inarrestabile. Si tratta di un processo che si sviluppa in modo costante e con un’intensità crescente. Il comportamento, ossia la disponibilità o meno a parlare, fa seguito alla stima del clima d’opinione, ma influenza a sua volta anche le valutazioni di questo clima, in un’interazione che produce il processo a spirale.

Il concetto di “opinione pubblica” è centrale in ambito politico e giornalistico e viene indagato accuratamente dall’autrice che ne ricostruisce la genesi e l’evoluzione nel corso del tempo.

Elisabeth Noelle-Neumann definisce l’opinione pubblica come “la nostra pelle sociale”, lo strato superficiale della nostra appartenenza alla società degli uomini che stimola o soffoca le nostre possibilità di manifestare liberamente e spontaneamente le nostre opinioni.

In definitiva, l’opinione pubblica è un’opinione in settori cui viene attribuita una certa importanza che può essere esternata pubblicamente senza timore di incorrere in sanzioni e sulla quale può basarsi l’agire pubblico. Quindi, accanto alle leggi scritte di uno Stato, esistono altri tipi di leggi che non sono scritte ma che siamo ugualmente tenuti a rispettare e che inevitabilmente condizionano ognuno di noi.

L’opinione pubblica è un processo che coinvolge tutti gli uomini ed ha un’influenza notevole su di essi e sulle loro scelte: essa è una forza enorme di tipo sociale e politico. Da essa promana un’efficace spinta verso due direzioni: l’individuo nella sua singolarità ed il governo.

Il governo, infatti, trae la propria legittimità dal consenso popolare. È chiaro che nessun sovrano può a lungo restare al potere se si rifiuta di riconoscere che il fondamento più importante del suo potere governativo è la sua reputazione personale e la benevolenza dei sudditi, cioè la fiducia del popolo a lui sottomesso. La principale funzione dell’opinione pubblica è l’integrazione della società: come risultato, si deve raggiungere il rafforzamento della coesione della società e con esso la capacità di agire e decidere dei singoli componenti la comunità umana.

I processi di opinione pubblica si fondano sul consenso o, meglio, creano consenso. L’opinione pubblica esercita una sorta di “controllo sociale” sui cittadini che si vedono costretti ad adeguarsi ai valori comunemente accettati dalla società di cui fanno parte.

Un ruolo fondamentale nel cosiddetto processo di formazione dell’opinione pubblica è senza dubbio svolto dai mass media: i mezzi di comunicazione di massa, infatti, condizionano il nostro modo di pensare e di giudicare la realtà ed è importante sottolineare che della disponibilità a parlare da parte di un soggetto fa parte anche il fatto di sentirsi alle proprie spalle l’autorità del sostegno mediale. I media sono creatori di opinione e determinano la lista degli argomenti di maggior interesse di cui dover discutere (“teoria dell’agenda-setting”).

Nell’osservare l’ambiente circostante, l’individuo sfrutta due fonti per afferrare il clima d’opinione: in primo luogo la sua diretta osservazione del mondo e, in secondo luogo, l’osservazione dei contenuti massmediali (percezione indiretta). La realtà comunicativa è multiforme e comporta dinamiche psicologiche e comportamentali molto complesse: sono in atto numerosi studi al riguardo che porteranno a nuovi sviluppi nel campo della ricerca scientifica.

Studi in corso e prospettive future sul tema

Il libro è scritto in maniera molto chiara e semplice. Le teorie sono esposte in modo lineare e preciso e sono ben documentate da studi statistici e sociologici compiuti dall’autrice stessa.

Elisabeth Noelle-Neumann tratta un tema quanto mai attuale e mostra come i concetti di “opinione pubblica” e “sfera pubblica” esistano fin dall’antichità. Tutti i giorni ogni persona è chiamata a confrontarsi con le opinioni della maggioranza e deve in qualche modo adeguarsi ad esse, pena l’esclusione dalla società. La natura sociale umana porta il singolo individuo ad adeguarsi al pensiero dominante e a conformarsi al comportamento degli altri.

Opera fondamentale ed aggiornata sul tema dell’opinione pubblica, essa espone l’argomento prendendo spunto da teorie politiche e sociologiche di vari pensatori delle epoche passate e soprattutto dell’antichità classica.

Interessanti sono le conclusioni a cui perviene l’autrice a seguito dei sondaggi da lei condotti: risultati che non fanno che confermare empiricamente la tesi sostenuta (spirale del silenzio).

L’intera trattazione è svolta con rigore metodologico e scientifico, mostrando come non esista una definizione univocamente riconosciuta di “opinione pubblica”. La parte finale del libro mostra come l’opinione pubblica abbia i suoi limiti nel tempo e nello spazio ma apre anche a nuove prospettive future di studio in materia.

Elisabeth Noelle-Neumann, La spirale del silenzio. Per una teoria dell’opinione pubblica, ed. Meltemi, Roma 2017, Euro 23,75.

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fr. Stefano Burdese
Sono fra Stefano Tommaso Maria Burdese, piemontese, nato il 18 gennaio 1985 a Bra, ridente località del cuneese. Cresciuto sotto la protezione della Madonna dei Fiori, patrona della mia città, ho conseguito il diploma di maturità liceale. Mi piace leggere buoni libri, imparare le lingue straniere e viaggiare, seguo con passione il calcio (sono juventino dalla nascita) e sono un appassionato di numismatica. Professo semplice nell’Ordine dei Frati Predicatori dal febbraio 2019, mi impegno a seguire con gioia le orme di san Domenico. Sono iscritto come studente ordinario presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna. Per contattare l'autore: fr.stefanoburdese@osservatoredomenicano.it