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«Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16, 19).

In questo giorno solenne dell’Ascensione, il cristiano, e con lui tutta la Chiesa, è chiamato dal suo Signore a volgere lo sguardo verso le altezze dei Cieli, dove siede Cristo alla destra di Dio.

Dire che Gesù sale alla destra di Dio è un modo per indicare la dignità e la gloria con cui fu onorato dal Padre. Infatti, in un invito a cena, i padroni di casa si siedono a capotavola e gli ospiti d’onore vengono posti alla loro destra. Per Cristo questa gloria non è nuova quanto alla natura divina, in quanto è quella gloria che aveva presso il Padre, sua immagine e sostanza, immagine ed uguaglianza; l’aveva prima che il mondo fosse, ossia dall’eternità, ma è nuova quanto alla glorificazione della natura umana, unita a quella divina.

La natura umana di Gesù fu, è e sarà sempre la sorgente e il canale di tutte le Grazie e la gloria che il Padre, sorgente prima, concede a tutta la Creazione, Angeli compresi! Tale Mediazione passa insieme alla mediazione del Cuore Immacolato della Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie, e scende su tutta la Chiesa, di cui Gesù è Capo, Maria Madre è membro sovreminente (di importanza elevatissima), e tu, cristiano fedele, cellula mistica, nonché mediatore di grazia per i tuoi fratelli e per quanti non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio.

Stare alla destra di Dio per Gesù è più che essergli prossimo, vicino. È essere lui. «Il Verbo era presso Dio», dice San Giovanni Evangelista, «e il Verbo era Dio». Egli era alla destra di Dio, cioè era il braccio di Dio «[…] per mezzo del quale tutto è stato fatto» (Gv 1, 1-3). Ma il Verbo si è mai allontanato da questa vicinanza intima con Dio? No, mai, nemmeno per un istante! Ma come, il Verbo non si è incarnato? Sì, è entrato nel mondo con l’incarnazione, ma non ha smesso nemmeno per un istante infinitesimale di essere il Verbo presso Dio. Dio è sceso secondo la nostra idea, ma sarebbe più corretto dire che è entrato nel mondo. Ha assunto la natura umana, cioè l’ha innalzata fino a lui! Questo è un bel cambio di prospettiva! Quando Gesù sale al Cielo, Egli glorifica il suo corpo e la sua anima, ma non è mica mai sceso in quanto Dio. Mi sia permesso chiarire dicendo che, più che scendere e salire, è meglio affermare che il Verbo è entrato nel mondo (in modo sostanziale, pratico, concreto in Gesù Cristo). Non c’è un sopra e un sotto in Dio, un salire e uno scendere. Non c’è in verità nemmeno una destra o una sinistra perché il Padre non ha un corpo, è puro spirito! È un linguaggio umano, usato per far capire in maniera semplice un mistero infinitamente prezioso: il ritorno nel seno del Padre del suo Figlio amatissimo, con l’anima e il corpo.

Salire alla destra di Dio è segno che tutto il creato sale alla destra di Dio. La creazione è già lassù, presso Dio, in quegli atomi, in quelle molecole, in quel corpo che è unito con il Verbo, che è il corpo divino di Gesù. Tutta la natura si sente onorata perché Dio si è fatto uomo, spirito e carne. Il corpo di Gesù, fatto di umili molecole, adesso è oggetto di adorazione, è parte di Gesù-Dio! Quale meraviglia!

Per la creazione, l’Ascensione è la festa del già ma non ancora; sa di essere lassù con lui, ma non del tutto. Attende la sua glorificazione alla fine dei tempi, quando «finirà di gemere, in attesa della resurrezione dei figli di Dio»(Rm 8, 19-23), quando «il numero dei nostri fratelli martiri sarà completo» quando il numero dei Santi sarà ultimato agli occhi di Dio, maturata la messe e finito l’inverno della morte (Ap 6, 11).

Stare alla destra di Dio è segno di ricompensa per la grande vittoria, proveniente dalla lotta che Cristo combatté contro il male del principe del mondo, il diavolo, di cui ha letteralmente rovinato il regno e i piani, irrimediabilmente. L’unico regno che il Padre vuole è quello del suo Figlio.

Il diavolo, benché sia un nulla rispetto a Dio ed abbia perso parte della sua forza con la morte del Signore, è forte come un leone rispetto a noi. Gira per il mondo per divorare i giusti, come racconta il libro di Giobbe e San Pietro nella sua Prima Lettera.

Gesù, umilissimo, non vuole vincerlo da solo. Rafforza e mette alla prova quelli che lui ama perché, combattendo e vincendo, siano resi degni di ricompense eterne!

«Nel mio nome scacceranno demòni…[…], prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno» (Mc 16, 17-18).

Egli vuole che anche i suoi amici umilino il diavolo, a partire da sua Madre Immacolata, per mostrare in noi quanto è forte quell’Amore che preferisce il bene al male, la gioia vera a quella apparente e, talvolta, il dolore e la morte al peccato!

Recita così una nota canzone di Angelo Branduardi:

Capitan Gesù, non stà lassù,
Stà quaggiù con la bandiera in mano.
Sempre quaggiù, con la bandiera in mano,
Gesù, mio capitano!

Capitan Gesù, non stà lassù,
Ma stà quaggiù a battagliar col male.
Sempre quaggiù a battagliar col male,
Gesù, mio generale!

Comanda Santi e fanti
E coglie tutti quanti
Gli diavoli in flagrante,
Gesù, mio comandante!

(Album: State buoni se potete. Data di uscita: 1983)

Assai divertente! Il cantautore scorge lo scontro terreno capeggiato da un lato da un Gesù combattente, spalleggiato dai Santi e da poveri fanti, e dall’altro lato dai diavoletti istigatori che si prendono delle solenni batoste dal bel capitano. Da questa libera interpretazione dal sapore apocalittico (vedi il Cavaliere bianco dell’Apocalisse) si ricava una figura virilmente spassosa e rassicurante. Se combatte Cristo in testa allo scontro, chi può resistere tra i nostri nemici? Presto scapperanno con la coda tra le gambe! Egli non è seduto sul suo bel trono d’avorio in Cielo, inerte, con le braccia conserte e le gambe accavallate, aspettando che tiriamo le cuoia. Anzi, «Il Signore avanza come un prode, come un guerriero eccita il suo ardore» (Is 42, 13), pronto a soccorrere efficacemente i suoi amici.

«Estote parati!» Siate pronti! (Mt 24, 44).

Quando il Figlio di Dio tornerà, troverà ancora la fede sulla terra? Sì, forse nel cuore di pochi uomini, ma la troverà, perché le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa. Ma, quando verrà da lassù per portarti alla Sua destra, troverà la Grazia nel tuo spirito?

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fr. Klaudio Kuteli
Nato a Orikum (Albania) nel 1993, presso l’antica città greca di Orikos, ha conseguito il diploma al liceo scientifico a Reggio Emilia, dove è cresciuto. Nel settembre del 2020 ha emesso la professione semplice nell’Ordine dei Frati predicatori.