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«Le persone sono state create per essere amate. Le cose sono state create per essere usate. Il motivo per cui il mondo è nel caos è che si amano le cose e si usano le persone»
(John Powell)

Difficile immaginare che ci sia qualcuno che non fosse d’accordo con questa dichiarazione. Già dalla nascita ogni uomo ha la sua dignità e il suo diritto di essere amato e di avere il rispetto degli altri. Spesso ci si ricorda della necessità di amare l’altro e per questo ci si sforza di amarlo, ma nel frattempo ci si dimentica di sé stessi. È cosa obbligatoria, necessaria, anche amare sé stessi e amarsi nel modo giusto. Cioè non come il Narciso del mito, quell’“amore”, cioè, in cui non si vede nessun altro sotto il sole se non sé stesso. Questa non sembra proprio una buona prospettiva, una buona soluzione di vita, ma purtroppo si incontra frequentemente. Forse questo è a motivo della confusione tra emozioni e amore che c’è nei nostri tempi. È normale che tutti sentano il bisogno di essere amati e la mancanza di affetti cresce quando non è soddisfatta.

Nella vita di ogni uomo al primo posto vengono sempre i genitori. Loro hanno la responsabilità di trasmettere emozioni e un sicuro sentimento di amore ai loro bambini. Se così non avviene, questi figli avranno bisogno di trovare in altri quei sentimenti di cui sono privati. È un gran guaio quando da bambini si impara che l’amore si deve meritare, cioè non è una cosa gratuita ma, come le altre cose del mondo, si deve pagare, con buon comportamento, con i migliori voti a scuola o simili. Così comincia una catena distruttiva, perché molto probabilmente, nel futuro, anche loro faranno così con gli altri. Le vittime possono essere le persone a loro più vicine, come figli, partner o amici. La crisi della famiglia è molto collegata con l’offuscamento della buona immagine dell’amore.

Le persone sono state create per essere amate come soggetti, non come oggetti di guadagno. Questo succede quando si presta troppa attenzione alle qualifiche, ai talenti, ai successi, invece che alla persona stessa, alla sua dignità. E vale la pena cominciare con sé stessi: dare a sé stessi sufficiente attenzione e indulgenza, per essere pronti a dare attenzione agli altri.

Sembrerebbe proprio che per rinnovare l’ordine del mondo, si debba iniziare con l’amare sé stessi, per poi amare gli altri, gli altri e la vita stessa.

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fr. Paweł Kuś op
È un uomo venuto da un paese lontano, nato a Sosnowiec nel 1985. Da bambino voleva diventare un inventore e essere felice. Per questo studiava economia, per poi scoprire che la migliore decisione nel conto profitti e perdite per essere felice è dare la propria vita agli altri. Per questo motivo dal 2015 fa parte dell’Ordine dei Frati Predicatori, nella Provincia Polacca. Gli piace viaggiare, soprattutto in Italia, mangiando del buon cibo, ovviamente italiano.