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Quando recitiamo l’Ave Maria dobbiamo porre attenzione a ciò che pronunciamo. Ave Maria, piena di grazia… La Madonna è la gratia plena. La grazia è l’habitat della Vergine Maria, è il suo ambiente. Fra le promesse concesse al domenicano Alano de la Roche dalla stessa Madre di Dio, ne ricordiamo una particolarmente interessante: tutto quello che chiederete con il mio rosario lo otterrete. Tuttavia ciascuno di noi fa esperienza del fatto che non sempre le nostre richieste vengono esaudite.

Dobbiamo riconoscere così, che non sempre Dio ci concede le grazie che chiediamo. Perché questo accade? Possiamo provare timidamente a scandagliare questo grande mistero:

  1. In senso positivo: Dio non esaudisce immediatamente le nostre richieste perché vuole che il nostro desiderio di bene, e in definitiva di Lui, germogli. Questa attesa allora ci purifica perché dilata il nostro cuore in modo da divenire capace di ospitare la grazia che l’Altissimo vuole donarci.
  2. In senso privativo: spesso supplichiamo il Signore che ci liberi dalle prove e rimuova le croci che inevitabilmente incontriamo sul nostro cammino. Ma in realtà esse possono divenire fonti di grazia quando le collochiamo nel loro giusto ambiente, cioè quello dell’amore. Quando camminiamo in montagna, se il cielo è terso, possiamo ammirare il volo maestoso delle aquile. Questi stessi animali, però, quando scendono a terra, camminano lentamente e goffamente. Le ali, che gli permettono di volare tanto in alto, divengono un ingombro e un peso. Allo stesso modo le croci che Dio permette nella nostra vita possono divenire dei fardelli insopportabili, ma, se poste nel giusto ambiente della carità, ci permettono di spiccare il volo verso di Lui.

Così, se a volte Dio non ci concede le grazie che domandiamo, tuttavia sempre ci concede infallibilmente e indefettibilmente la grazia, cioè la partecipazione alla vita divina trinitaria, la comunione con Lui. Questo è il vero dono che il Signore vuole offrire! La devozione a Maria dunque, e il santo Rosario in particolare, ci dispongono a ricevere questa grazia perché essa è l’habitat della Vergine, il suo ambiente. Mai nessuna creatura, infatti, ha corrisposto più fedelmente alla grazia di Dio come la fanciulla di Nazareth. In questo modo la nostra vita diventerà preghiera, poiché ci renderà, non solo spettatori, ma perfino attori di quel dialogo d’amore tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo che nascerà in noi. Questa è la preghiera, la comunione con Dio che Egli stesso ci dona!

Non ci scoraggiamo perciò se Dio non sempre esaudisce le nostre richieste, forti della certezza che Egli sempre ci concede la grazia, la comunione con Lui, con la sua vita divina. Il Rosario di Maria diverrà così cammino sicuro ed eminente per ricevere questo inestimabile dono.

fr. Daniele Cassani

Cresciuto all’ombra della “Bela Madunina” di Milano dal 1985. Da sempre incorreggibile appassionato interista. Nel 2012 ho fatto il mio ingresso nell’Ordine Domenicano e nel 2016 ho emesso la professione solenne. Dopo il triennio filosofico ho iniziato gli studi teologici, coltivando l’interesse per la teologia spirituale.