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Saper morire e saper vivere. Questo è l’insegnamento che la Regina assunta in Cielo ci impartisce. È importante nella nostra preghiera contemplare la vita, i dogmi e i titoli che onorano la Santa Vergine perché da essi possiamo trarre delle lezioni fondamentali per il nostro cammino interiore.

Innanzitutto l’Assunta ci insegna a ben morire. Occorre, come spesso accade nella vita cristiana, imboccare la via del paradosso. Per morire dobbiamo vivere. Per affrontare cristianamente il mistero della morte, dobbiamo riconoscere Dio come unica sorgente della vita vera; Egli è all’origine e al termine dell’avventura umana; è l’alfa e l’omega; il primo e l’ultimo. La Regina Assunta in Cielo ci insegna così che l’amore di Dio ci pervade e abbraccia ogni cosa; che il momento della morte, se vissuto in Dio, non sarà la vittoria dell’insensatezza ma il trionfo della Vita vera.

La Vergine ci insegna anche a vivere. Come? attraverso un altro paradosso. Per vivere dobbiamo morire. Dobbiamo cioè morire ai nostri peccati, a tutto ciò che ostacola il fluire della Grazia nel nostro cuore; a ciò che ci impedisce di ascoltare lo Spirito Santo e di cogliere le sue folgorazioni. La Vergine Assunta attesta il primato del mondo invisibile su quello visibile, perché è nel mondo invisibile che risiede la vera vita. Il mondo è più grande e ricco di quanto appare. Senza le “cose di lassù” (Col 3,1) “le cose di quaggiù” smarriscono significato ed orientamento.

Imparare a morire vivendo e apprendere a vivere morendo. Questa la massima che ci viene donata attraverso la contemplazione dell’Assunzione in Cielo della Vergine Maria. Sforziamoci di mettere in pratica questa lezione e saremo veramente beati.

fr. Daniele Cassani
Cresciuto all’ombra della “Bela Madunina” di Milano dal 1985. Da sempre incorreggibile appassionato interista. Nel 2012 ho fatto il mio ingresso nell’Ordine Domenicano e nel 2016 ho emesso la professione solenne. Dopo il triennio filosofico ho iniziato gli studi teologici, coltivando l’interesse per la teologia spirituale.